Il web e i traduttori automatici

Per rimanere competitive in un mercato così veloce come quello moderno, le aziende devono necessariamente iniziare un percorso di crescita alimentato da una rete internazionale. Lo strumento principe che permette di farsi conoscere e quindi restare competitivi sul mercato è il web. Dotarsi di un sito oggi è indispensabile, ma per far sì che possa essere fruibile per l’economia globale è necessario che i suoi contenuti vengano tradotti nel migliore dei modi. Spesso il problema principale nella traduzione di un sito web è l’incapacità di fornire un contenuto accattivante, perché la traduzione che viene fatta è troppo letterale e non basata sul target straniero, che oltre al testo tradotto necessita ovviamente di modi di dire e metafore tipiche della propria lingua, come d’altronde avviene nella lingua italiana. Il motivo è facilmente spiegabile: molto spesso ci si rivolge a traduttori automatici; anche molti blog personali si affidano ad essi nella speranza di farsi capire, mail risultato è quasi sempre di basso livello. 

D’altronde la “machine translation” ha senz’altro compiuto rapidi miglioramenti, tanto da venir progressivamente integrata anche dai sistemi di traduzione assistita più noti. Chi ha un minimo di dimestichezza con i traduttori automatici, però, sa bene che questi possono scatenare imbarazzanti equivoci, irrimediabili gaffe e nel peggiore dei casi conseguenze legali.

La maggior parte dei contenuti di qualità pubblicati sulla rete sono ancora affidati a traduttori in carne ed ossa, di solito madrelingua e quindi molto affidabili. Se eseguito in modo coscienzioso, l’adattamento linguistico di un sito web può potenziare la diffusione dei suoi contenuti e quindi avere anche un ottimo riscontro nel proprio business di riferimento.

Affidarsi a esperti della traduzione, dunque, può essere un motivo di crescita della propria attività a livello internazionale.

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